Sabato sera verso le 8pm abbiamo raggiunto la meta, mentre l auto correva impaziente lungo il buio asfalto, circondata da un tramonto rosa ed arancione. L'autoradio trasmetteva una canzone dei Police, mentre sognavo e godevo di quel momento, cosi a lungo inseguito da non riuscire a credere di viverlo.
Una settimana e’ invece ora gia’ trascorsa.
La sera del mio arrivo saluto con poco calore il mio antipatico compare di viaggio, che meno male ho avuto a fianco per tre giorni soli, gli lascio qualche soldo per la benzina, e decido di concedermi il lusso di vivere in ostello per il mio soggiorno darwiniano; scelgo il piu’ economico, che tuttavia subito mi accoglie a braccia aperte con la sua atmosfera elettrizzante, affollata, un po pigra e molto amichevole. Mentre scambio tipiche informazioni con un po di sconosciuti su chi sono, da dove vengo e cosa ci faccio in cima all´Australia, vedo arrivare il mio vecchio compagno di viaggio Paul. Entrambi notiamo d'avere un aspetto molto piu' selvatico, i capelli crescono, i vestiti si sgualciscono..e stappando una bottiglia di economico vino rosso come ai vecchi tempi, ci aggiorniamo dei mesi appena trascorsi, scambiando aneddoti e storie di viaggio accompagnati da grasse risate.
Nei primi giorni mi dedico a camminare attraverso la citta’ in lungo ed in largo, e a rilassarmi sulla sua bellissima spiaggia impegnandomi a non farmi ingannare e richiamare da un mare piatto ed invitante, che contiene in realta’ meduse mortali e coccodrilli d acqua salata. Ogni mattina prendo in prestito la bici di un ragazzo italiano e pedalo fino ad un grande lago, dove mi fermo ad ascoltare il vento e a guardare le paperelle zampettare tranquille. Nessuno intorno a me. La domenica ed il giovedi mi reco ai Mindil beach sunset markets, mercatini sulla spiaggia al tramonto che offrono gli oggetti e le performance piu' strampalate…vecchi pescatori cercano di convincermi di aver trovato il dente piu grande del mondo, proveniente da chissa quale estinto enorme mammifero marino, un ragazzino alto 1metro balla sulle note di Michael Jackson con tanto di guanto, cappello e grande precisione di passi, e un paio di artisti di strada piu’ avanti fanno urlare la folla mentre giocano lanciando in aria mazze e fruste infuocate. Verso sera ha inizio un drum'n'bass all'insegna dei didgeridoo, e tantissimi aborigeni prendono possesso della scena ballando e trascinando le persone a scatenarsi con loro.
Ieri sera temporeggiavo nel verde parco di fronte all’ostello con tanta gente da tutto il mondo, chitarre, ukulele, shakers, un po’ d’alcool e quant’altro, quando un australiano ubriachello giunge con troppa arroganza ed un ego troppo grande a disturbare l’armonia del momento. Pur essendo stato accolto a malavoglia si mette a parlare senza dare spazio agli altri, inizia a raccontare della sua passione per il teatro, ed in qualche modo inspiegabile in poco tempo ci cattura, e ci ritroviamo tutti a pendere dalle sue labbra fino alle 4.30 del mattino mentre ascoltiamo racconti irriverenti e ci rotoliamo nell erba per il troppo ridere. La sfacciataggine e l’ironia intrinseche nella persona si rivelano dunque essere delle carte vincenti, e le sue doti da attore decisamente provate. Alle 7.30 oggi ero in piedi, pronta ad affrontare una giornata di esplorazioni all’interno del Litchfield National Park, a 150km circa dalla citta’. Prendiamo in prestito il furgoncino di Paul, che resta in citta’ a lavorare, e ci avventuriamo avvistando un ragno grande quanto la mia mano, ed enormi nidi di termiti.
Tra le innumerevoli cascate e sorgenti naturali ne troviamo una in cui e’ possibile nuotare poiche’ dichiarata priva di coccodrilli o altre fonti di morte assicurata; faccio una nuotata, esploro un po’ il fondale ed I suoi pesci, mi arrampico su delle rocce, raggiungo la sommita’ della cascata, e mentre mi lancio a braccia aperte, senza guardare giu’, penso a quanto sia speciale e sempre piu' stupefacente questa vita itinerante.
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